“urban fly fishing” diciamo, ovvero pescare trote, temoli e cavedani in pieno centro storico cittadino, vespa parcheggiata lungo l’argine, magari con un jeansetto giusto,camicia (non simms
)e ai piedi un paio di sneakers alla moda, strizzare l’occhio ai turisti che ti guardano incuriositi mentre volteggi… le catture spesso e volentieri non sono da record, anzi, in un fiume come l’Adige pescare a mosca da riva e arrivare a tiro dei bei pesci è problematico, ma… tutto intorno i muraglioni e la storia di Verona, la esse de l’Adese, il Duomo e il Colle san pietro che ti guarda dall’alto verso il basso, il Castel Vecio, con il suo ponte maestoso… Pesca e Spritz, si potrebbe fare un ciclo di aperitivi moscheggianti, coup du soir & happy hour… ma ormai le giornate si accorciano… però chissà..ma questa è un’altra storia…




Sabato molto piacevole, devo dire che l’ospitalità del dimi è veramente eccezionale, una vera guida che con danilo mi ha fatto vedere i “suoi” posti come se mi presentasse dei suoi intimi amici… i due pam bresciani ,loro conoscono ogni singolo correntino del torrente e sanno bene dove si nascondono i pesci migliori nelle varie stagioni… e conoscono anche tutti i baretti dove fare pausa pranzo accontentando sia palato che vista ![]()
i livelli molto bassi e il caldo afoso hanno reso impegnativa la pescata sotto il solleone e… che dire questi pazzi con i waders che si aggiravano sul torrente grondando sudore alla fine ritemprandosi con ghiaccioli e abbeverandosi a fontanelle d’acqua meglio che un’oasi nel deserto…
a fine giornata ci ricongiungeremo con la coppia di pescatori (dade e ale) carbonizzati dopo aver pescato per ore sotto il sole infuocato ohi ohi…
Non ho fatto molte foto ma devo dire che le catture dopo un inizio difficoltoso non sono mancate.
dopo un breve iniziale tentativo a czech nymph sotto una schiumona senza risultato mi sono spostato in una piana limpida dove erano visibili diverse trote in attività a mezz’acqua e ho pescato a ninfa a vista, cannetta 9 per la 3,finale molto lungo quasi 5m, infilando diverse trotelle, alcune carine ma sempre sui 25 cm o poco più…
la più bella un ibridotto che ninfava agguerrito a monte di un masso affiorante
poi quando ho notato una sempre maggiore attività a galla e sono passato alla secca constatando che le trote salivano volentieri anche in caccia…
è iniziata una girandola di catture (saranno state una decina) di fariotte colorate e qualche rara marmoratina pura


quando il dimi mi ha raggiunto abbiamo iniziato il rastrellamento del fiume risalendo in due e pescando in caccia…
poi nel momento dell’apice della calura abbiamo dato forfait per una mezz’ora per la necessaria reidratazione…
cambio rapido di alcuni spot per arrivare nello posto dove concludere la giornata, spot stra conosciuto ma molto valido

il dimi sa già dove scovare i furbissimi temoli e infatti dopo pochi secondi è già incannato bene..

io riparto a ninfa e scovo un’altra marmoratina nervosa che agguanta con rabbia la ninfetta con spot rosso sotto un salto d’acqua

per finire verso il tardo pomeriggio inizia una schiusa consistente di effimere di medie dimensioni e inizia lo spettacolo delle bollate, pesci di ogni taglia si mettono in attività e provo con i due miei compagni a cercare di insidiare i più bei temoli ma siamo in tre in uno spot un po’ stretto e visto che i temoli oltretutto se la tirano per salire sulle nostre secche cedo il passo e li lascio farsi venire il nervoso tornando su una bella piana che mi regala un paio di trotelle e la signorina finale che dopo due salti verticali si fa inquadrare… (non pensavo fosse così popolato di marmorate, ne avrò punte 3-4 oggi)

che dire, ottima giornata divertente e grazie al dimi e danilo che mi hanno fatto vedere un nuovo fiume (per me) molto popolato dove ci siamo divertiti nonostante le condizioni proibitive!
alla prossima ragazzi…
ciao
carlo alberto
giornata faticosa ma positiva per aver esplorato un nuovo posto molto poco accessibile di cui avevo letto solo sulla carta ittica e conoscevo solo la parte iniziale,…
ecco qualche foto della pesca-escursione
Andrea che scruta la cascatona sul limite del crepaccio… dovremo desistere e cercare un nuovo accesso…

la prima trotella che viene a farsi fare uno scatto, catturata a ninfa da andrea

qualche foto ambientale e in pesca






Il fresco e la pace di questa gola mi hanno rigenerato vista l’afa e il caldo insopportabile della città..purtroppo la scarpinata in risalita per tornare alla macchina sotto il temporalone mi ha frantumato le gambe e fatto venire un mal di testa da sforzo fortissimo!
tornato a casa ho dormito un paio d’ore e poi però non ce l’ho fatta, sono andato alle sette di sera sul lago per cercare di prendere qualche sarda sempre a mosca ma non ne ho vista neanche una(mentre la passata settimana ne avevo catturate un po’)…in compenso c’era parecchia atività di bei cavedanotti che bollavano volentieri quindi mi sono “salvato” con un coup du soir al cavedano invece delle sarde..


L’Adige è ancora in gran forma e… ne sto approfittando!
Dopo i coup du soir infra settimanali le buone condizioni dell’acqua e i livelli ancora pescabili suggeriscono una pescata nel tardo pomeriggio del weekend.
Si parte con calma verso le quattro: visto il caldo, non ha senso partire nelle ore centrali.
Il sole è piacevolmente oscurato da alcune nubi di passaggio, che accennano a un po’ di pioggerellina che rinfresca ma non rende necessario l’impermeabile.
Siamo i soliti tre “moschettieri”: io, marco e andrea e abbiamo due canne a testa, una leggera per la secca e una pesante per lo streamer.
Per l’occasione oggi sfoggio un cappello country stile australiano, tanto per dare un tocco esotico alla pescata
.
In superficie attività praticamente nulla, solo al calar del sole si vedranno bollate sporadiche.
Durante il pomeriggio nuvoloso decido di dare fiducia allo streamer, tecnica che in questa stagione sta pagando e anche bene.
Solita 10 piedi 7-8, solita coda teeny t-200 e solito streamer nero su amo 2 con conehead…
Dopo alcuni lanci senza risultato in uno spot promettente decido di sondare con un lancio a 45 gradi a valle un gruppo di grosse rocce sommerse le cui sagome si intravedono a mezz’acqua… la coda taglia in diagonale la corrente e si tende di traverso. Ho calcolato bene il lancio e appena inizio il recupero nel corridoio tra i grossi massi alla prima strippata mi coglie di sorpresa una bella cannonata sulla coda… è una bella trota che inizia a roteare sott’acqua a un quindicina di metri da me. Con una puntata furibonda mi porta via un paio di metri di coda subito.
Chiamo marco da distante ma mi distraggo per un millesimo di secondo e la trotona improvvisamente mi viene incontro allentando la tensione di poco, ma quanto basta per liberarsi dall’amo senza ardiglione.
Nell’aria riecheggiano i miei moccoli.
Sono stato proprio un somaro:

EInizia a piovere, punizione divina.
Mi rendo conto di aver perduto un’occasione più unica che rara.
Decidiamo di fare una passeggiata in wading tanto per cambiare posto e risaliamo il fiume con la speranza che sul far della sera si inizi a vedere qualche pinna interessante…
Dopo aver camminato un po’ nell’acqua bassa della riva, mi rendo conto che sono abbastanza vicino a un certo spot : una grossa buca con un fondale di parecchi metri e una contro corrente laterale splendida che crea un rigiro tranquillo, dove a marzo avevo intravisto una trota notevole. Mi ero ripromesso di tornarci attrezzato con streamer, visto che nell’incontro ravvicinato che avevo fatto avevo con me solo la canna da secca e…non era servita…
Sono con andrea, marco è rimasto un chilometro più a valle a lanciare in un correntone schiumoso.
Io sono lì, e so che anche lei è lì. Deve esserci, una buca così non può rimanere incustodita da quello splendido pesce, è una postazione troppo perfetta, troppo comoda.
La sponda è ripida e faccio un po’ di acrobazie per raggiungere una postazione di lancio decente. Andrea mi osserva dall’alto. Sondo meticolosamente sia la vena centrale , sia la controcorrente sia il sottosponda tranquillo. Niente. Insisto spostadomi di un paio di metri. Non può non esserci, la sua tana è qui.
C’è un sacco di acqua in questa buca, mi convinco che è meglio lasciare affondare di più la punta della coda. Devo stare sul fondo, far saltellare lo streamer lungo la prismata.
Scherzando dico ad andrea che «adesso inizio a fare vertical jigging sul fondo del bucone», ma non ho finito neanche di fare questa battuta che mi ritrovo la canna piegata a pelo d’acqua e mi rendo immediatamente conto che la sotto a tre metri di profondità qualcosa di grosso ha deciso di strapparmi lo streamer dalla lenza.
Quel qualcosa è Lei, ne sono sicuro.
Infatti la forzo di brutto verso la superficie e ho la conferma. La mia signora alla fine ha voluto incontrarmi. Non cedo di un metro e decido di forzarla per bene girandole più volte la testa per disorientarla. La mia fortuna è che rimane nella buca, con l’acqua praticamente ferma. La corrente centrale è lontana e lei si sente sicura nella sua buca.
In un correntone sarebbe stato diverso, più difficile, ma in questa bucona tutto è relativamente più facile. Inizia ad avvitarsi e prego solo che non si slami…sopraggiunge Andrea che rischiando un doppio carpiato in acqua me la guadina e mi fa un paio di foto…




Pesce stupendo. Avvistato, individuato,cercato e voluto.
L’adrenalina è tanta e torniamo alle macchine in prossimità del tramonto.
Ultimi due, tre lanci su alcune bollate timide iniziate verso le nove…e con una sedge marroncina catturo una fario tutto pepe che fa il diavolo a quattro in una piana con due salti e un paio di sfuriate decise che mi fanno sopravalutare le sue dimensioni. Arriva a guadino, nel buio e viene a farsi riprendere sotto i riflettori.

Può bastare direi.
Il meritato premio di fine pesca, come sempre, sulla strada del ritorno: birra media, hot dog senape e crauti, mentre sullo sfondo alla tv passano la diretta della finale di champions, ma la guardo distrattamente, con la testa sono ancora là, ai bordi della buca, a pensare a lei… alla fine l’ho incontrata e chi lo sa, magari in futuro ci rivedremo ancora…
carlo alberto